Il comitato si è costituito a partire da questa dichiarazione: "Per quanto riguarda il passato, il nostro punto di partenza sono le affermazioni del Presidente Napolitano in merito all’esistenza di responsabilità diffuse e le affermazioni di Guido Bertolaso e di Franco Barberi, che hanno sottolineato l’esistenza di gravi responsabilità, e, per quanto riguarda il futuro, le affermazioni di Alberto Cisterna, sostituto pro­curatore antimafia, per cinque anni coordinatore investigativo dell’Abruzzo, che ha sottolineato la necessità della istituzione di “un commissario straordinario”.

   Si può rendere giustizia in molti modi agli studenti universitari che a L’Aquila cercavano un futuro e che invece hanno trovato la morte. Ci impegniamo perché nel terremoto non rimanga in piedi, salda, attiva, “costruttiva”, una maniera deleteria di gestire le responsabilità pubbliche.

 Carmelo Lavorino, laureato a L’Aquila e a L’Aquila legato da sentimenti affettuosi, ha accettato di farsi carico della macchina organizzativa. Si prega di fare riferimento al CESCRIN,

06 39751126, via Marsilio Ficino 5, 00136 Roma, indirizzo di posta elettronica: lavorinocarmelo@virgilio.it".

Il primo appuntamento per la presentazione dell’iniziativa si è svolto a L’AQUILA, PIAZZA D’ARMI, 29 APRILE 2009, ore 11,30. Erano presenti giornalisti del Corriere della sera, l'Unità, Il Messaggero, Sky e varie altre testate. Pubblichiamo soltanto quanto è apparso su IL MESSAGGERO,

Giovedì 30 Aprile 2009, p.37 Edizione Abruzzo

 

Scienza dell’Investigazione
alla ricerca della verità

L’AQUILA - Anche il corso di laurea in Scienze dell'Investigazione vuole dare il proprio contributo con un comitato alla ricerca della verità sul terremoto aquilano, nel quale hanno perso la vita, fra gli altri, tre studentesse del corso di laurea alle quali oggi, alle ore 11, sarà conferita la laurea honoris causa.

Lo scopo del Comitato, al quale hanno aderito già 150 persone, pur non essendo ancora costituito ufficialmente, sarà quello di supportare con memorie, perizie e relazioni il lavoro degli inquirenti al fine di scoprire la verità anche nella fase preliminare delle indagini.

Nella fase finale, insieme ai parenti delle vittime, tale organismo si costituirà parte civile nel processo penale che dovrà fare luce sulle eventuali responsabilità dei crolli.

In una lettera inviata alla madre di una delle vittime (Alice dal Brollo) il presidente del corso di Laurea Francesco Sidoti ha scritto:

«Sarò presente alla sessione di laurea - si legge - ma siederò sull'ultima sedia dell'ultima fila perché mi vergogno». Facendo eco alle parole del Papa e del presidente della Repubblica, Sidoti ha sottolineato che «ognuno deve prendere una parte di colpa. Alice, ad esempio, non sarebbe stata all'Aquila se io non avessi fondato il corso di laurea». Carmelo Lavorino, criminologo e organizzatore del Comitato, ha spiegato l'importanza della collaborazione con gli inquirenti per accertare le diverse responsabilità penali e morali, private o istituzionali. Una verità da cercare non solo tra le macerie della Casa dello Studente, ma anche nei pilastri delle altre fatiscenti dimore degli universitari nel centro storico. Il pool si servirà a titolo gratuito di professionalità di ogni tipo, dagli avvocati ai professori ai criminologi, ingegneri, giornalisti che avranno come missione anche quella di impedire, come troppo spesso accade in Italia, l'eventualità che l'inchiesta venga insabbiata.

A.Cal.