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LOCANDINA

Nell’ambito dell’attività didattico/addestrativa svolta
dalla SCUOLA ISPETTORI E SOVRINTENDENTI della Guardia di
Finanza è stata programmata l’effettuazione di una tavola
rotonda sul tema “La mafia si può vincere” con la
visione, presso l’auditorium della Scuola, del film “Scacco
al Re. La cattura di Provenzano” ed il successivo dibattito al quale
hanno partecipato gli allievi della Scuola, il personale del
Comando Regionale Abruzzo G. di F. e di altre Forze di
Polizia. L’incontro si è tenuto dalle ore 09,00 alle 13,00 del
5 ottobre 2007 presso la sede della
SCUOLA ISPETTORI,
Viale delle Fiamme
Gialle snc – 67010 Loc. Coppito
Sono stati invitati a partecipare
tutti gli studenti dell’Università dell’Aquila. Sarà
riconosciuto mezzo credito agli iscritti al Corso di laurea
in Scienze dell'investigazione. Per maggiori
informazioni si veda alla posta elettronica carretta.paolo@gdf.it
Hanno partecipato i seguenti relatori:
·
Moderatore:
Comandante Gen. D. Luciano Pezzi
·
Comandante Regionale
Abruzzo G. di F. � Gen. B. Giuseppe Alineri;
·
Dr. Giuseppe Ayala �
giudice presso la Corte di Appello de L�Aquila;
·
Dr. Michele
Prestipino Giarritta � P.M. Della D.D.A. di Palermo;
· Prof.
Francesco Sidoti, Presidente del Corso di laurea in Scienze
dell'investigazione;
· Prof.
Alfio Caruso, storico.
Per la sua alta rilevanza
tecnica e didattica, segmenti della docu-fiction “Scacco
al Re. La cattura di Provenzano” saranno riproposti
all'interno del Corso di laurea (come apparirà meglio
specificato in un ulteriore avviso).
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"Scacco
al re" è una docu-fiction che ripercorre gli ultimi
trentanove giorni della caccia a Bernardo Provenzano, il re
della mafia, ricercato dal 1963, arrestato a Corleone, in un
casolare di campagna, dagli agenti dello Sco e della Mobile
di Palermo l'11 aprile 2006.
La ricostruzione si basa su video originali,
intercettazioni ambientali e telefoniche che si
alternano alle interpretazioni degli attori.
Al fine
di permettere l'accesso ad alcune tematiche trattate nella
docu-fiction, assai importanti per molti iscritti al Corso
di laurea, ripubblichiamo una parte di quanto si trova sul
web, a proposito delle tematiche e delle discussioni
sollevate.
…..
I
mafiosi veri sono i protagonisti del film documento.
Uno dei postini di Bernardo Provenzano telefona alla
moglie mentre sta consegnando un pizzino a Corleone e le
dice: "sii orgogliosa di tuo marito, se no fa cattiva
figura con le persone".
Dentro una splendida villa, il boss ergastolano Nino Rotolo,
agli arresti domiciliari per presunti motivi di salute,
convoca una summit per richiamare all’ordine un deputato
regionale: "dobbiamo dirgli, sono finiti i tempi che ci
potevate prendere per fessi, qua non ci esce... tu mi dai e
io ti do, anche perché ti ho eletto, ti vai a guadagnare
venti milioni al mese".
Il film è un’ora e mezza fitta di azione, rigorosamente
reale: le parole carpite ai padrini, nei loro covi, si
alternano ai racconti dei poliziotti che li hanno spiati e
seguiti fino a Corleone e a ricostruzioni in fiction che si
mescolano inestricabilmente alla realtà. …. Scorrono le
immagini della vita quotidiana dei capimafia e dei loro
complici: per la prima volta vengono mostrati i postini
di Provenzano mentre si scambiano i sacchi che nascondono i
pizzini, lo strumento attraverso il quale il capo di
Cosa nostra disponeva i suoi ordini.
Messaggi e pacchi appaiono nei video mentre escono
dall’abitazione dei familiari di Provenzano e attraversavano
Corleone passando da più mani, fino al covo di Montagna dei
Cavalli. Fra tanti imprevisti che raccontano la vita
della mafia come mai è stata mostrata: le
intercettazioni della polizia hanno raccolto la voce
preoccupata di una donna che invita il marito ad abbandonare
il suo incarico di postino della mafia.
"Un giorno potresti ritrovarti da solo", gli dice,
alludendo alla possibilità di essere arrestato ma l’uomo
persiste; seguendo lui la polizia è arrivata alla strada per
il covo di Provenzano.
C’erano insospettabili talpe che soffiavano al
superlatitante le notizie sulle indagini.
E’ uno dei capitoli più delicati del racconto, quello delle
talpe, che ancora non sono state smascherate; contro questo
nemico invisibile si sono scontrati i poliziotti che giorno
dopo giorno sono entrati nella vita dei mafiosi.
Pedinandoli, intercettandoli, vivendo a distanza ma vicino,
grazie ai più moderni strumenti d’indagine, le loro
manie di criminali ma anche le paure e le ansie di uomini.
I poliziotti sono i testimoni delle vite segrete dei boss e
dei loro familiari: nel film le raccontano per la prima
volta. Senza volto, perché vivono nel rischio. Ma le loro
voci diventano presto un racconto corale e appassionato.
…..
Forse
‘Mamma Rai’ avrebbe fatto meglio a spendere qualche secondo
in meno per pubblicizzare Sanremo e qualche secondo in più
per promuovere una sua bella produzione. Purtroppo infatti,
a giudicare dai dati Auditel …
……
”Si vedono messaggi e pacchi uscire da casa Provenzano,
attraversare Corleone passando da più mani, fino al covo di
Montagna dei Cavalli. Nelle intercettazioni una donna
preoccupata chiede al marito di non fare più il postino
della mafia: «Un giorno potresti ritrovarti da solo». Ma
l'uomo non l'ascolta e, seguendolo, la polizia arriva al
covo di Provenzano. Sono i mafiosi gli attori protagonisti
di “Scacco al re”, il film documento, in onda stasera su
RaiTre, che racconta la cattura di "Binnu": cento minuti per
ricostruire gli ultimi 39 giorni della caccia al latitante
più famoso d'Italia, una partita durata 43 anni. “Arrestato
1'11 aprile 2006 in un casolare di campagna a Corleone, da
trenta poliziotti della Mobile di Palermo e dello Sco, era
ricercato dal '63.
Nell'emozionante documento, realizzato con i video
inediti girati dalla polizia (ideato da Claudio Canepari
e Piergiorgio Di Cara che firma anche la sceneggiatura con
Clelio Benevento, Salvo Palazzolo, la regia è di Canepari,
Mariano Cirino e Paolo Santolini), la voce di Provenzano è
di Andrea Camilleri; mentre Di Cara, uno degli sceneggiatori
nonché commissario di polizia a Palermo e scrittore, tiene
il filo degli eventi. «Volevamo raccontare, attraverso un
punto di vista inedito, cos' è stato il potere di un uomo
rimasto latitante 43 anni» spiegano gli autori «Sono gli
stessi mafiosi a dircelo». Il figlio di Totò Riina davanti
alla lapide che ricorda la strage di Capaci sussurra a un
amico: «Ancora ci appizzanu le corone di fiori a stu coso?
Io non so come sarebbe andata a finire se a mio padre lo
Stato un ci avissi fatto calare le corna».
Parlano i magistrati di Palermo Michele Prestipino,
Marzia Sabella, Giuseppe Pignatone e il procuratore
nazionale antimafia Piero Grasso: «Per troppo tempo le
indagini sono state una partita col trucco». Il
superlatitante veniva informato di ogni movimento: uno dei
capitoli più delicati, quello delle talpe. La fine è nota,
ma il lavoro svolto dagli investigatori, no. Ora speranze,
paure, delusioni, la gioia, hanno il volto di persone
sconosciute che hanno rinunciato a sonno, ferie, amicizie,
famiglia, per dare scacco al re”.
“Un prodotto totalmente
diverso, la docufiction "Scacco al re", di Claudio
Canepari, frutto del lavoro di montaggio di materiali
reali: dalle intercettazioni alle interviste, dalle immagini
autentiche ai reperti catalogati, con l'introduzione di
elementi presi a prestito dal teatro e dal cinema. …Dietro
ciascuno di questi prodotti c'è il lavoro di tante persone e
la robusta consulenza di chi per mestiere segue la
cronaca. Per il film ha lavorato l'inviato de La Stampa,
Francesco La Licata. Per la docufiction, oltre a La
Licata, si sono messi all' opera Salvo Palazzolo, di
Repubblica, e il commissario-scrittore Piergiorgio Di Cara.
…C'è Renato Cortese, il cacciatore di Provenzano…C'è la
prima volta di una cattura raccontata nel dettaglio” ….
”un piccolo-grande miracolo: fatte le proporzioni, il
lavoro sta alla fiction più o meno come Truman Capote sta a
Wilbur Smith. Con un impegno titanico e meticoloso passano
gli ultimi quaranta giorni d'indagini prima della cattura di
Bernardo Provenzano: una miscela eccellente tra immagini
reali dalle intercettazioni audio e video della Polizia
e quelle di ricostruzione e raccordo girate appositamente:
ritmo alto, profondità, spessore ed emozioni, grande abilità
di tutti”.
“Ritmo
incalzante, immagini stupende, interviste interessanti.
Esaltante.
Meglio di una puntata di Blu Notte o di un giallo di
Hitchcock.
Tanto bello da
ottenere solo il 9,68% di share.
Per la serie:
MENO SIAMO E MEGLIO STIAMO”
“L’appuntamento con il
premio giornalistico dedicato alla memoria di Mario Francese
si rinnova quest’anno con una manifestazione di due giorni a
Ragusa dal 26 al 27 aprile.Il
riconoscimento è stato assegnato alla co-produzione
televisiva Magnolia tv e Rai “Scacco al re – La cattura di
Provenzano” per la regia di Claudio Canepari.
Sono stati gli stessi protagonisti della cattura,
Renato Cortese, primo dirigente della Polizia di
Stato e Michele Prestipino, sostituto
procuratore della Dda di Palermo, a raccontare al pubblico
ed agli studenti in sala le fasi più importanti delle
indagini”.
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