Oggetto e finalità del corso
L’insegnamento è diretto a
far conoscere nozioni fondamentali sull’ordinamento
penitenziario nelle sua applicazioni giuridiche e
pedagogiche. A partire dai concetti fondamentali
dell’esecuzione penale, il corso approfondirà la condizione
dei soggetti ad essa sottoposti e degli aspetti applicativi
delle misure privative e limitative della libertà.
In un primo profilo, verranno messi in
rilievo i principi e le finalità del trattamento
penitenziario, gli strumenti di sostegno e premiali, la
sicurezza e la disciplina penitenziaria.
Sotto il secondo profilo, saranno esposte le misure
alternative alla detenzione, le modalità di applicazione
delle stesse e le vicende modificative del rapporto di
esecuzione penale.
In ordine alle diverse
devianze, verranno sviluppati casi specifici e reali.
Si darà luogo, infine, a
simulate sulle modalità di colloqui, nelle diverse forme di
comunicazione, con soggetti portatori di reati.
La preparazione
all’insegnamento deve essere svolta sul testo:
Ø
Carlo Maria Marchi,
Il carcere. Norma e pedagogia in un vissuto sul campo.
One Group Edizioni, L’Aquila 2010. Non sono ammessi altri
testi precedenti alla luce delle intervenute modifiche
legislative.
L’esame si svolgerà
interamente attraverso un colloquio orale.
Programma
Cenni fondamentali sul diritto penitenziario. Legge penitenziaria 26
luglio 1975, n. 354 e successive modifiche. Oggetto del
diritto penitenziario. Principi costituzionali e direttive
internazionali in materia di misure privative e limitative
della libertà personale, Magistratura di Sorveglianza.
Osservazione della
personalità; trattamento penitenziario e rieducativo.
-
Breve storia.
-
Osservazione.
-
La comunicazione nell’osservazione.
-
La relazione interpersonale tra operatore
e detenuto.
-
Il tatuaggio come momento di
osservazione.
-
Trattamento nelle sue diverse
articolazioni; rapporti familiari, arte terapia etc.
-
Le misure alternative alla detenzione, le
misure di sicurezza
-
Diverse tipologie di detenuti, suddivise
per categorie di reato; omicidio, sex offender,
stupefacenti etc.
Il regime disciplinare
negli istituti Penitenziari.
a.
Diritti
relativi all’integrità fisica.
b.
Servizio
sanitario
c.
La
perquisizione.
d.
L’isolamento.
e.
I
trasferimenti.
f.
Il
regime di sorveglianza particolare.
g.
Le
sanzioni disciplinari.
Peculiarità riguardanti il
trattamento dei tossicodipendenti.
a.
Alcuni
brevi cenni sulla tossicodipendenza.
b.
Note sui
tipi di droghe.
c.
Rapporto
tra droga e criminalità.
Servizio nuovi giunti;
rischio suicida; autolesionismo.
a.
Fattori
di rischio suicida.
b.
Autolesionismo.
c.
Digiuno
volontario, c.d. sciopero della fame.
Mediazione culturale, con particolare riferimento
all’immigrazione e a nuove devianze.
Mediazione penale
Tipologie devianti.
a.
Il detenuto per omicidio.
b.
Detenuti sex-offender.
c.
Detenuti anziani.
Carcere femminile.
Criminalità organizzata
Sospensione delle normali
regole di trattamento; regime art. 41/bis O.P. (la
detenzione dei soggetti imputati e/o condannati per fatti
attinenti la criminalità organizzata).
I collaboratori di
giustizia.
Le leggi anticrimine.
La magistratura di
Sorveglianza
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